Pubblico una email ricevuta da
Annarita Ruberto, del blog
scientificando.splinder.com che al momento è impegnata e che mi ha chiesto di divulgare. Sono alcune considerazioni nate dai
commenti letti a proposito delle regole di comportamento per chi ospiterà i prossimi carnevali.
Ecco la sua email:
email da ANNARITA RUBERTO
Ti invio per email il mio commento perché credo che la discussione dovrebbe continuare e sostanziarsi in chiave di sintesi su ning.
Ho letto le tre linee guida da te proposte e sono d'accordo con esse.
Le ricordiamo qui:
1) Chi ospita il Carnevale della Fisica è libero di lanciare un tema gradito ma senza alcun obbligo di seguirlo
2) Il "padrone di casa" può rifiutare la pubblicazione di uno o più contributi a sua discrezione motivando personalmente all’autore la scelta
3) Le sciocchezze se pubblicate fanno parte del gioco, ci penserà la critica a stroncarle
oppure
3) eventuali osservazioni e critiche da parte dei lettori, che potranno evidenziare errori o imprecisioni nei post segnalati, potranno avere come conseguenza la correzione del Carnevale, l'invito a modificare il contributo o la rimozione della segnalazione qualora sia evidente e palese la sua ascientificità.
Se l'intervento di un autore in un post è letteratura (es. fantascienza) deve essere evidente dalla lettura o dichiarata apertamente.
Vorrei però precisare il mio punto di vista sulla regola numero 3, su cui non si è raggiunto ancora un accordo. Riconosco la necessità di assicurare un buon livello di divulgazione scientifica grazie a contributi consoni, ma non concordo sul comitato dei referee né sulla discrezionalità del blog ospite di bocciare uno o più contributi, per alcuni motivi che passo a indicare:
1. Il Carnevale si prefigge di favorire e suscitare il gusto per la Scienza in una platea ampia e variegata, di cui una grande fetta dovrebbero essere i giovani. Dovrebbe quindi essere salvato l'approccio ludico dell'evento, che tra l'altro è un Carnevale e non una iniziativa di carattere accademico. Per quest'ultima categoria di eventi ci sono gli ambiti a ciò preposti. Immaginate voi come si sentirebbe uno studente, di 16/18 anni mettiamo, a sentirsi bocciato preventivamente un contributo in cui ci ha messo l'anima. Si allontanerebbe dall'iniziativa irrimediabilmente. Vogliamo correre questo rischio? Avete considerato il fattore di stress a cui sarebbe sottoposto il contributore?
2. Se, e parlo per me, dovessi sentirmi "obbligata" ad operare un controllo sulla bontà dei contributi e ad attivare un filtro...alla fine non mi renderei disponibile ad ospitare il Carnevale perché ciò mi creerebbe un fattore di stress insostenibile. Penso ad esempio alle edizioni del Carnevale della Matematica che ho già ospitato, e in cui ho avuto sino a 33 contributori, che hanno inviato, a volte, sino a 4/5 contributi ciascuno, all'ultimo momento! Mi gira la testa...pensando al carico di lavoro cui dovrei sottopormi nel leggere tutti i contributi con l'attenzione necessaria a stabilirne l'eventuale bocciatura.
3. Il comitato dei referee per i motivi citati al punto 1, mi sembrerebbe un'esagerazione anch'esso.
Cosa fare, quindi, per salvare la bontà della divulgazione scientifica e per non allontanare eventuali nuovi contributori, pregiudicando eventualmente la crescita del Carnevale, ancora infante e di conseguenza fragile creatura?
Basterebbe dichiarare tra le linee guida (o anche non dichiarare, ma fare semplicemente) che il blog ospite si riserverà di richiedere privatamente all'autore del contributo, ritenuto non adatto a posteriori dai commenti ricevuti, di modificarne il contenuto. La rimozione del contributo dovrebbe essere un intervento estremo.
Vorrei fare due ulteriori considerazioni, prima di concludere.
Reputo fondamentali la condivisione ed il confronto aperti, anche e soprattutto su punti dissonanti, perché penso che la dissonanza cognitiva, quando è costruttiva, favorisca la crescita della qualità. Ciò che auspicherei, visto che siamo all'inizio della nostra avventura, è la possibilità di alimentare la discussione in modo sereno, cercando di comprendere sia il punto di vista dell'altro che l'altro, come persona. E l'altro non è detto che sia necessariamente un fisico.
Il motivo fondamentale per cui ho deciso di aderire all'iniziativa è quello di guadagnare quanti più giovani possibili alla causa della Scienza, e in ciò non può non esserci il mio substrato di insegnante. Vi assicuro che si può raggiungere tale obiettivo.
Gestisco da due anni due blog didattici e, grazie all'attività didattico/divulgativa resa possibile da questi strumenti, sono riuscita a far amare la Scienza già a diverse anime che altrimenti sarebbero state irrimediabilmente perse alla sua causa.
Meditiamo, gente, meditiamo sulla enorme potenzialità dell'iniziativa che abbiamo abbracciato.
Ciao
annarita
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