Carnevale della Fisica

Astronomia? Che meraviglia. Però oggi sono impegnato con la salsiccia….


“Tutti amano l’Astronomia, purchè sia gratis.” Scriveva così nel lontano 1993 Attilio Ferrari (La Stampa) uno dei “lottatori”, insieme al grande Piero Bianucci, per la realizzazione del Planetario di Torino, invero poi costruito dieci anni dopo da una “politica” saggia e molto rara a trovarsi.
Oggi, a poco più di un mese dal 2010, non è cambiato molto. Si ha un bel parlare di scienza, dell’importanza della cultura di massa, del lavoro delle associazioni onlus, ma alla tirata dei conti i comuni siciliani con i loro lungimiranti sindaci, le province e tutti gli enti preposti, al momento di organizzare una serata di Scienza, magari con il Planetario o per l’Osservazione del cielo, per la divulgazione delle conoscenze sul nostro Universo o piuttosto per una mostra scientifica, sfoderano dal “repertorio-frasi-istituzionali” il solito: “interessante, ma non abbiamo soldi”.

Poco importa se i soldi sono serviti tutti per la sagra della salsiccia del paese di turno o per la cantante del rione in cerca di notorietà; per loro qualcosa si trova. Per la scienza in genere basta qualche bella frase ad effetto durante l’intervista di prassi e tutto va a posto.

Ovviamente non è così in tutto il “bel paese”; ad esempio, onore al merito, Torino è (a mio giudizio) da definire “Città della Scienza” nel vero senso del termine. Milano non scherza e Roma non è da buttar via. E Palermo? O magari Agrigento piuttosto che Catania o Caltanissetta? Incredibile! Non c’è uno straccio d’iniziativa, di aggregazione, di scambio; ogni tanto si fa timidamente avanti qualche sporadica “eccellenza”; poi per settimane il nulla, l’indifferenza totale. Siamo nell’Anno Internazionale dell’Astronomia, tutte le regioni “evolute” offrono decine di manifestazioni culturali e scientifiche, tutto il mondo festeggia i 400 anni del telescopio di Galilei,
i comuni “nordici” italiani fanno a gara per organizzare festival scientifici per il pubblico. E qui?
L’oblìo.
Non parliamo poi se si pensa a qualcosa di più strutturale.
Un esempio pratico? Esiste a Palermo già da due anni un’associazione no-profit, “Planetaria Astronomy educational” che con grande volontà (e debiti) ha creato il Primo Planetario digitale itinerante in Italia (ovviamente Planetari digitali in Italia c’è ne sono a decine, ma come itinerante il primo in assoluto è stato quello di “Planetaria”). I soci fondatori occupano ormai buona parte del loro tempo per divulgare l’astronomia presso le scuole, montando ogni volta il sistema nelle palestra o in aule scolastiche capienti; nel 2008 l’associazione ha svolto didattica a ben 18.000 ragazzi, dai 4 ai 20 anni. Centinaia di persone, dopo aver assistito ad una lezione in (poche) manifestazioni pubbliche svolte in questi due anni, hanno chiesto: “Dove siete? Dove possiamo venire per portare i nostri figli?”…
Ebbene da due anni i soci fondatori cercano una struttura pubblica (garage, magazzino, bicocca) che ospiti il sistema per poter dare qualcosa alla città (in tutta la Sicilia non esiste un Planetario pubblico!) e quindi non solo agli studenti, senza alcuna specifica richiesta, se non quella ovvia di non pagare l’affitto dei locali (o pagarlo poco) visto gli scopi culturali e scientifici che l’associazione si propone di offrire; oltretutto, trattandosi di organizzazione senza scopo di lucro, non sarebbe possibile affrontare una spesa del genere senza dover poi gravare sul costo dei partecipanti, cosa che non si vuol fare –o, se proprio indispensabile, da fare in modo di non gravare eccessivamente sul bilancio della famiglia che porta i figli a scoprire il cielo-. Sono stati contattati politici, amministratori, gestori, personalità, ecc.. ecc.. e la risposta è sempre stata la stessa: “E’ una bellissima cosa, di sicuro successo! Vedremo cosa si può fare….”.
E di vedremo in vedremo sono già passati due anni. La curiosità che a questo punto nasce è la seguente: “Dove stà la differenza genetica e qual’è la composizione molecolare delle persone del nord Italia? Quali ragionamenti extraterrestri compie il cervello di quel sindaco del centro Italia che ricevuto nel suo studio due astrofili poco più che ventenni che gli chiedevano un casolare diroccato per fare un piccolo osservatorio astronomico, per risposta gli affida una fabbrica dismessa (si doveva abbattere) e non contento di ciò si permette addirittura di ristrutturarla completamente facendo diventare il posto e la struttura un meraviglioso parco e museo astronomico? Mah, sicuramente un sindaco folle… Come forse folle è da considerare la giunta comunale di Padova; pensate, si sono permessi di affidare la gestione di un Planetario digitale di ultimissima generazione (forse in questo momento il primo in Italia) costruito per la città ad un comitato di astronomi e astrofili (in piena sintonia tra loro, altra follia che succede solo al nord). Cose dell’altro mondo. Roba da extraterrestri. Paradossi di chi osa guardare non solo alla pancia ma anche al cervello. Fortunatamente noi del nord africa non abbiamo di questi problemi. Da noi si bada al vero contenuto delle cose, non alle chiacchiere.
La salsiccia ne è testimone.
www.planetaria.it

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Commento da Maria Rosa Menzio su 15 Novembre 2009 a 9:35
Caro Aldo,
non è certo una consolazione dirti che anche in Provincia di Torino le cose non sono poi così rosee.
Nella mia Rassegna "Teatro e Scienza" ho avuto quest'anno come spettacolo ospite "Feynman... chi?" visto da oltre 7000 spettatori, e che ha sempre fatto il tutto esaurito. L'ho proposto una sera in un Comune della collina, Baldissero, confinante con Torino, che ospitava nel pomeriggio la sagra della cipolla a un chilometro di distanza. Bene, ho pensato, dopo la sagra verranno a teatro.
Non è stato così. 3 persone da Baldissero e poco più di una quarantina da Torino, gli altri erano andati tutti a casa a... sciacquarsi i denti, e non si sono fatti vivi.
Il commento degli amministratori è stato "preferiamo gli eventi locali a quelli troppo impegnativi."
Brava cipolla!
Notare che Feynman è uno spettacolo assolutamente comico.
Commento da Aldo Gagliano su 15 Novembre 2009 a 10:37
Hai ragione cara Maria Rosa, della serie "tutto il mondo è paese". Certo è sconfortante (e preoccupante) sentire che succede da quelle parti. Ma che dobbiamo fare? Attivare delle "selezioni" (che brutta parola) di fascia-pubblico prima di proporre qualcosa? Speriamo proprio di non dovere arrivare a tanto. Per ora, comunque, Cipolla Vs Teatro, 1 a zero.....
Commento da Maria Rosa Menzio su 17 Novembre 2009 a 9:35
Cipolle e salsicce o universo a salsiccia, o cipolla?
Come rimedio a una situazione del genere per i miei spettacoli ho pensato alle scuole, ai crediti formativi, grazie ai quali a Ronsecco (paese sperduto nelle risaie del Vercellese) ha fatto il pieno (circa 300 persone in CHIESA) per uno spettacolo su Margherita Hack, stelle e miti.
Maria Rosa Menzio www.teatroescienza.it http://teatroescienza.ning.com

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